VideoRitratti è un progetto di ricerca, narrazione, formazione e produzione artistica nei territori che prende come punto di partenza i volti di chi li abita, con l’intento di esplorare e ricercare modalità di narrazione della città e dei luoghi attraverso il cinema, indagando il rapporto tra corpo e spazio, a partire dal Ritratto.

VideoRitratti è un progetto di ricerca di lungo periodo de L’Ambulante, che di volta in volta vede numerose collaborazioni di soggetti locali, che ha l’obiettivo di riflettere e ricercare, attraverso gli strumenti del cinema, le differenti modalità di abitare un luogo e, contemporaneamente, costruire un archivio filmico di volti e spazi.
Volti e spazi. Corpi che agiscono. Spazi che accolgono i corpi, che li cambiano e che talvolta cercano di espellerli, o ignorarli. Spazi che sono teatro di atti di presenza e resistenza.
Un corpo, uno spazio e un volto con la sua storia disegnata nei tratti di un’espressione o di una ruga, l’espressione che muta nello spazio/tempo dell’inquadratura. Una scena di vita che racconta il luogo quotidiano in cui un volto vive e respira, un volto in uno spazio/tempo, quello dell’inquadratura, che può mostrare contrasti e contraddizioni, visioni che possono creare nuovi sensi, permettendoci di superare idee già date o stereotipate su determinati luoghi.
VideoRitratti è un progetto di sperimentazione del linguaggio cinematografico che parte dalla volontà di creare una sorta di cortocircuito del linguaggio documentario, giocando tra realtà, messa in scena e trattamento del suono. Sperimenta una narrazione costruita su frammenti, in cui ogni frammento gioca sul rapporto tra “messa in posa” davanti alla camera (della persona o delle persone ritratte) dentro il “reale scorrere” della vita in un dato luogo in un dato istante.
Il suono gioca un ruolo fondamentale nel far entrare nel quadro il fuori campo, fuori campo che connette a diverse scale i corpi situati e le loro micro-storie, con storie generali di un contesto specifico o di un fenomeno globale.

La ricerca sperimenta la costruzione di particolari quadri di territori o città attraverso la composizione di ritratti, intrecciando le micro storie locali con le storie globali che influiscono nelle trasformazioni di questi luoghi.
La sperimentazione del linguaggio, frammentato e scomposto in tanti piccoli movimenti, la relazione tra lo sguardo del soggetto che guarda in camera e i movimenti del paesaggio intorno, richiedono allo spettatore un’attenzione particolare, richiedono lo sforzo di muovere lo sguardo nel quadro racchiuso in una singola inquadratura prima, e nella composizione filmica, di inquadratura in inquadratura, dopo.
Il percorso di ricerca si basa sulla volontà di costruire una narrazione quanto più molteplice possibile, raccogliendo differenti sfaccettature e letture su un contesto abitato e sulla volontà di innescare durante l’indagine un’interazione profonda con il luogo indagato.
Per questo motivo uno dei punti cardine del progetto sono i laboratori di Video Ritratto o Ritratto Filmato. I Laboratori hanno l’intento di coinvolgere un gruppo eterogeneo di persone in una riflessione sui territori, attraverso la raccolta e l’ascolto di storie, volti e spazi. I partecipanti ai laboratori, vengono quindi coinvolti nella fase di elaborazione del progetto filmico, nella sperimentazione del linguaggio e del dispositivo di racconto di un luogo attraverso un ritratto o una serie di ritratti.
Sperimentare la ricerca di luoghi simbolici, di quadri di paesaggio e di volti che siano a loro volta quadri di paesaggi o di storie, sperimentare lo stare di fronte all’altro, e allungare il tempo di uno sguardo, mira a sviluppare e innescare una riflessione sull’atto stesso del filmare l’altro, a riflettere sulla “violenza” dell’atto del filmare come sulla relazione che si instaura tra “chi filma” e “chi è filmato”.

«Filmare, può essere: assegnare una posizione all’altro e rinchiudervelo per contratto (gli attori) come per accordo (coloro che presi nello sforzo di sopravvivere, si sottopongono alle macchine da presa). Può essere, al contrario, aprire il cantiere della posizione dell’altro, posizione da costruire con lui, posizione che mette in gioco la nostra e forse la minaccia e forse le da senso. Nella sua parte documentaria il cinema non fa nient’altro che aprire, per il tempo di un passaggio, alla presenza luminosa dell’altro.»

Jean-Louis Comolli, Voir et pouvoir (Vedere e potere), 2004

VideoRitratti è un dispositivo, un discorso, è un lavoro di ricerca sul linguaggio cinematografico che, attraverso il Ritratto, vuole raccontare il territorio, i suoi abitanti e le sue/loro storie intrecciate d’amore, riscatto, resistenza, violenza, povertà o ricchezza, sogni o memorie.

Il progetto nasce nel 2015 in Sicilia, per attraversare la Calabria, la Basilicata e poi approdare in Colombia con VideoRitratti da Bogotà.
Di volta in volta il progetto si modifica in base al contesto e agli input di un lavoro di ricerca che mira a cogliere gli aspetti poetici e la poetica del luogo coinvolto, modificando anche le modalità attraverso le quali il lavoro si sviluppa.
È un progetto aperto, una ricerca artistica di lungo corso che mira, nel lungo periodo, a costruire un archivio di volti e una serie di documentari capaci di raccontare territori e abitanti distanti, trovare tratti di comunanza, contraddizioni e utopie, e che vuole contemporaneamente costruire un apparato teorico di una forma che si pone a cavallo tra Cinema e Video Arte, e che è pretesto per innescare meccanismi di narrazione, auto-narrazione e riflessione sui luoghi e sull’abitare.

Evoluzione del progetto

Il progetto VideoRitratti, da un luogo all’altro, ha sempre accolto le spinte e le direzioni provenienti dalla realtà e dai territori in cui si è immerso, che hanno spinto la ricerca a riflettere sul linguaggio, per sperimentare una forma narrativa interamente basata sul ritratto. Non la video/installazione, non la messinscena, non la teatralizzazione e nemmeno il documentario o la finzione.
Una forma linguistica ibrida che prende come riferimento un singolo frammento del linguaggio cinematografico (il ritratto, appunto), per sperimentare una forma narrativa che si possa rinchiudere nell’arco di una durata classica (il cortometraggio, il mediometraggio o il lungometraggio).
Ambientazioni reali, senza alcun intervento, i reali luoghi in cui le persone ritratte vivono o si muovono. L’unica teatralizzazione è la posa dei personaggi, che rimangono immobili, sguardo fisso in camera, mentre il mondo continua a scorrere dietro, di fronte e a lato.
Ogni ritratto ha una sua forza, legata all’unicità di ogni persona e che si palesa nel particolare modo in cui ogni persona interpreta il suo ritratto. L’intensità dello sguardo, talvolta timido, talvolta diretto e deciso, talvolta distratto. La scelta di agire o di aspettare, dire qualcosa o stare in silenzio.
Talvolta raccontando una storia, alle volte una canzone, alle volte una poesia.
Mettere in serie questi momenti unici, permette ad ogni ritratto di acquisire un nuovo senso se messo in relazione agli altri, e questa relazione tra le diverse unicità costruisce la forma narrativa.

Il progetto VideoRitratti è promosso da L’Ambulante.

L’Ambulante è un laboratorio di ricerca che sperimenta l’interazione fra arti visive, territori, città e abitanti attraverso iniziative culturali e di ricerca volte alla sperimentazione dei linguaggi cinematografici in rapporto ai territori.
L’Ambulante si immerge nei territori per costruire con essi processi in divenire proponendo diverse modalità di lettura e rappresentazione della contemporaneità.
L’intento è quello di sviluppare narrazioni tese “ad una drammaturgia dell’implicazione” più che ad “un compito di esplicazione”.

Margherita Pisano
Ricercatrice e documentarista
Si occupa di tematiche legate al diritto alla città, alle pratiche di trasformazione della città dal basso e alle potenzialità dell’uso dei linguaggi audiovisivi nell’interazione con i territori, sperimentando ricerche e azioni artistiche capaci di mettere in discussione narrazioni date, mettendo al centro le persone con le loro vite, i loro corpi, la loro umanità. Attualmente è impegnata nella produzione di due corti documentari sul tema delle migrazioni internazionali in aeree rurali, per il progetto “Global Rural” Department of Geography and Earth Sciences, Aberystwyth University.
Nel 2014 fonda il laboratorio di ricerca L’Ambulante che, attraverso iniziative culturali e di ricerca utilizza il cinema come strumento di narrazione e come luogo di aggregazione.
Dal 2015 coordina il progetto VideoRitratti, curandone oltre alla regia la partitura sonora.
Nel 2011 realizza “Good Buy Roma”, il suo primo documentario, selezionato in numerosi festival (Bellaria FF, Festival de Uruguay, Addis IFF, Festival International du Cinéma des Peuples Ânûû-rû âboro) e vincitore di numerosi premi (Mention of the Jury at VFF2011, Audience Award at Docucity 2012, Prize Kino at Mediterraneo FF).
È dottoressa di ricerca in studi urbani presso il Dicea (Università La Sapienza di Roma).
Tra il 2009 e il 2012 ha collaborato con il laboratorio di arte e ricerca urbana Stalker/ON.

Gaetano Crivaro
Documentarista e Videoartista
Prende la prima volta in mano una cinepresa nel 2006 per realizzare un piccolo film sul suo paese natale, “Kyterion”. Il suo interesse verso il legame tra luoghi e abitanti lo spinge a proseguire la sua ricerca e a realizzare diversi documentari: “I Love Benidorm” (Valencia, 2009); “Good Buy Roma” (Roma, 2011); “El Vagon” (Cagliari, 2015); “Radio Migrante” (Crotone, 2016). Sente la necessità di approfondire la relazione che si instaura tra colui che filma e il soggetto filmato, indagando nel profondo come questa relazione possa influenzare il linguaggio, la forma e la narrazione. Nel 2012 il suo progetto per un film “Stretto Orizzonte” è finalista al Premio Solinas – Documentario per il Cinema. Nel 2014 fonda L’Ambulante, un laboratorio di ricerca, che produce la maggior parte dei suoi lavori.
Oltre all’attività cinematografica, realizza installazioni e operazioni artistiche Site Specific, utilizzando tecniche analogiche come la Fotografia Stenopeica e il Super8: “Il Borgo Analogico” (Sicilia), “VideoRitratti d’Amore” (Basilicata), “Mamihlapinatapai” (Colombia), “Listening Bodies” (Sardegna).
gaetanocrivaro.com

Abbiamo lavorato con
Società Umanitaria Cineteca Sarda (Cagliari)
Comune di Ales (OR)
Los Encinesmados (Bogotà)
Arcupa_La otra Mirada (Bogotà)
El Espejo _ Escuela de Cine (Bogotà)
IAC – Centro Arti Integrate di Matera (MT)
Compagnia Teatrale L’Albero – Melfi (PZ)
Pentedattilo Film Festival (RC)
RAM FILM (RC)
Comune di Tortorici (ME)
Comune di Galati Mamertino (ME)
Comune di Mirto (ME)
Comune di Sant’Angelo di Brolo (ME)
Comune di Sant’Agata di Militello (ME)

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